Consumatori polli o commercianti rovinati?

mercoledì, 17 dicembre 2008
Postato nella categoria Flash

Da qualche mese stiamo assistendo alla più grave crisi economica mondiale dopo quella del ’29. Dal crack di Lemahn Brothers vi è stato un effetto domino, che sta mettendo in grave difficoltà tutte le attività economiche mondiali. Come previdibile vi è stato un drastico calo dei consumi che ha intaccato pure quei settori ritenuti indispensabili.

Assistiamo ogni giorno a netti tagli dei prezzi su qualsiasi prodotto possa essere venduto. Per citare qualche esempio parliamo del settore automobilistico dove vengono proposti veicoli nuovi scontati di oltre il 30% con finanziamenti a tasso 0 effettivo. I ristoranti che portano i menù completi a prezzo fisso sotto i 10 euro. Il settore dell’hi-tech dove la discesa dei prezzi coinvolge telefonia, informatica ed elttrodemestici.

A questo punto è lecito porsi una domanda. I commercianti si stanno rovinando vendendo da oggi in perdità, oppure i consumatori sono polli a cui ieri è stata levata l’ultima penna?

Un imprenditore dal volante della sua Suv guarda impazientemente l’orologio d’oro per paura di far tardi all’appuntamento con l’agente immobiliare per l’acquisto della nuova villa a Cortina, ci dice frettolosamente che la sua sitazione è davvero critica…no comment!
Un consumatore affannato al volante della sua piccola utilitaria, quasi d’epoca che impaziente vuole congedarci per non perdere l’offerta dei fustini del detersivo che contegono in omaggio un orologio in simil-plastica “made in china” con il quale finalmente potrà vedere l’ora da solo senza chiedere agli altri, ci dice che le sue tasche sono piene… degli scontrini degli acquisti di un passato ormai remoto.

Ma allora chi ha ragione? Probabilmente il consumatore possiede sia il torto che la ragione. Il torto perchè pervaso da spirito consumista conpulsivo, ha accettato di pagare cifre assurde per i prodotti cult del momento e non solo. Ha dato quindi modo ai commercianti di continuare a tirare la corda alzando a dismisura i prezzi di beni e servizi. Dall’altra parte ha pure ragione a smettere di spendere ( era meglio svegliarsi prima!) ora che i soldi sono pochissimi e che i Media invece di consigliarci di spendere, ci ricordano tutti i giorni che c’è la crisi.

Risultato? Il commerciante onesto guadagna meno senza comunque intaccare il suo stile di vita mentre il consumatore più fortunato che ancora ha un lavoro, tira un sospiro di sollievo e magari riesce pure ad arrivare alla fine del mese!

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